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I viticoltori possono controllare la quantità di ossigeno che entra nel vino attraverso il tappo

I viticoltori possono controllare la quantità di ossigeno che entra nel vino attraverso il tappo
Giovedì, 03 Luglio 2014

Il sughero fu usato per la prima volta nel 3000 AC per chiudere una bottiglia di vino.
Lo scorso anno quasi 12 miliardi di bottiglie sono state chiuse con sughero naturale o tecnico. Circa il 3% era contaminato da TCA, e questo significa che quasi 360 milioni di bottiglie erano imbevibili: 1 milione di bottiglie al giorno rovinate e col vino che sapeva di tappo.

Già nel 1600 si cercò una soluzione migliore: i vinai francesi infilavano panni imbevuti di olio nei colli di bottiglia.
Nel 1980 il belga Gert Noel si dedicò alla soluzione del problema. Usò la schiuma coestrusa.
Due decadi e migliaia di prototipi piu tardi è nata Nomacorc.

Nomacorc ha risolto molti dei problemi legati al sughero naturale, come il sapore di tappo e lo sbriciolamento del sughero.
Nomacorc aveva l'aspetto, aveva prestazioni migliori e costava meno del sughero naturale. Ed era totalmente reciclabile. Inoltre, Nomacorc è all'avanguardia anche in quella nuova scienza che si chiama gestione dell'ossigeno: poichè il processo di vinificazione non finisce con l'imbottigliamento, i viticoltori possono controllare la quantità di ossigeno che entra attraverso il tappo.

Le aziende vinicole iniziarono subito ad utilizzarlo.
Da allora ogni anno Nomacorc ha più che raddoppiato le proprie dimensioni, con un tasso di crescita superiore al 148%.
Dopo soli 4 anni un miliardo di Nomacorc era stato già venduto. Oggi siamo arrivati a 10 miliardi.

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